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Metro Art: Salvator Rosa
Renato Barisani Mimmo Rotella  Mimmo Paladino Gianni Pisani
Ernesto Tatafiore  Alex Mocika Alex Mocika  Renato Barisani
Salvatore Paladino Mimmo Paladino  Nino Longobardi Lucio Del Pezzo
Ugo Marano Augusto Perez  Riccardo Dalisi Enzo Cucchi
Ugo Marano Mimmo Paladino Lello Esposito  Raffaella Nappo
Luca (Luigi Castellano) Enzo Cucchi  Santolo De Luca  Natalino Zullo
Quintino Scolavino  Perino & Vele Anna Sargenti Fulvia Mendini
Fulvia Mendini



salvator rosaLa stazione di Salvator Rosa, progettata dall’Atelier Mendini, è stata aperta al pubblico nell’aprile del 2001. La stazione nasce dalla stretta collaborazione tra architetti e artisti: le opere d’arte, all’interno e nell’ampio giardino terrazzato, dialogano con gli spazi architettonici e con le testimonianze del passato. Il risultato, come ha detto lo stesso Alessandro Mendini, è un’opera estetica globale che coinvolge profondamente il cittadino e fa da palcoscenico alla sua vita quotidiana.

L’area circostante la stazione ha beneficiato di una profonda riqualificazione che ha riportato allo splendore i resti di un ponte romano e una graziosa cappella neoclassica e ha valorizzato i palazzi circostanti, trasformandoli in opere d’arte, grazie all’intervento di artisti come Mimmo Rotella, Ernesto Tatafiore, Mimmo Paladino, Renato Barisani e Gianni Pisani.

I diversi livelli del parco sono collegati anche attraverso una lunga scala mobile esterna, che conduce al piazzale dei giochi, progettato da Salvatore Paladino e Mimmo Paladino. Sul pavimento, a intarsi in travertino su pietra lavica, sono stati realizzati tre giochi praticabili, il tris, la campana e il labirinto. Un richiamo al gioco, con i loro vivacissimi colori, sono anche le sculture ludiche di Salvatore Paladino. Nello stesso piazzale, ma in posizione più appartata, si trova la monumentale “mano” di Mimmo Paladino. L’intero percorso esterno è punteggiato dalle opere di alcuni tra i protagonisti dell’arte contemporanea: Renato Barisani, Augusto Perez, Lucio Del Pezzo, Nino Longobardi, Riccardo Dalisi, Alex Mocika, Ugo Marano.

L’edificio della stazione è caratterizzato da un fantasioso eclettismo. La parte fuori terra, dalle linee essenziali e rivestita da marmi dorati, riprende nella successione delle ampie arcate l’analogo motivo del vicino ponte romano, la guglia in acciaio e vetri colorati sembra rimandare ad un mondo fiabesco, mentre i tunnel delle scale mobili rivestiti d’acciaio ci proiettano in un futuro da fantascienza.

Lungo il percorso che all’atrio conduce alla banchina è possibile ammirare le installazioni di Raffaella Nappo, Enzo Cucchi, LuCa, Santolo De Luca, Quintino Scolavino, Natalino Zullo. Perino&Vele, Anna Sargenti.

La stazione è dotata anche di una seconda uscita a valle di via Salvator Rosa (aperta nel dicembre 2002), la cui presenza è segnalata da un’altra guglia dell’Atelier Mendini, posta al centro di un piazzale. Il basamento della guglia è ricoperto dai rilievi in ceramica di Enzo Cucchi, raffiguranti alcune icone dell’immaginario partenopeo, mentre poco distante un altro simbolo della città, il Pulcinella di Lello Esposito, con sfrontata curiosità , “guarda dall’alto la strada, osserva il mondo e la vita”.

Alle sue spalle, il palazzo che fu abitato da Giovanni Capurro, autore di ‘O sole mio, è arricchito da una serie di stendardi colorati e da una scenografica pioggia di raggi dorati, opera di Mimmo Paladino.    

-english text---
The station, planned by Atelier Mendini and opened to the public in 2001, was brought about through the close collaboration between architects and artists:  the works of art, inside the extensive terraced gardens, dialogue with the architectural spaces and testimony of the past. The result, as noted by Alessandro Mendini himself, is a global aesthetic work that profoundly involves the citizen, and turns their daily life into a stage.

 

The area surrounding the station has benefited from the extensive revitalisation efforts which have returned the remains of a Roman bridge back its past splendour, as well as a graceful neoclassical chapel.  It has also underlined the surrounding residential buildings, transforming them into works of art thanks to artist such as Mimmo Rotella, Ernesto Tatafiore, Mimmo Paladino, Renato Barisani e Gianni Pisani.

 

The different levels of the park are also interconnected by means of a long external escalator, which leads to games terrace, planned by Salvatore Paladino and Mimmo Paladino.  On the ground, three playable games are made of volcanic stone inlayed with travertine marble: “Tris”, “Bell”, and “Maze”.  Calling us to play also are the light-hearted sculptures by Salvatore Paladino.  In the same terrace, albeit in a more removed corner, is found the monumental “hand” by Mimmo Paladino.  The entire outdoors itinerary is punctuated by the works of many influential contemporary artists: Renato Barisani, Augusto Perez, Lucio Del Pezzo, Nino Longobardi, Riccardo Dalisi, Alex Mocika, Ugo Marano.

 

The station building itself is characterised by a fantastical eclecticism.  The aboveground section, designed along simple yet forceful lines and faced with golden marble, evokes in the motif of the nearby Roman bridge in its succession of extensive arcades, while the steel and coloured glass spire transport us into a science-fiction future.

 

Along the walk from the atrium to the platform, it is possible to admire the works of   Raffaella Nappo, Enzo Cucchi, LuCa, Santolo De Luca, Quintino Scolavino, Natalino Zullo. Perino&Vele, Anna Sargenti.

 

The station is also equipped with a second exit below via Salvator Rosa (opened in 2002), the presence of which is indicated by another spire by the Atelier Mendini, placed in the centre of a square.  The base of the spire is covered in ceramic reliefs by Enzo Cucchi, refiguring a few icons of the Neapolitan imagination, while not far off, Lello Esposito’s Pulcinella, with an outward curiosity “looks out over the street, and observes the world and life”.

 

Behind the Pulcinella, the residential building which was inhabited by Giovanni Capurro, composer of ‘O sole mio, is enriched by coloured banners and by scenes of rain and golden rays, created by Mimmo Paladino.