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Metro Art: Lala
Nanni Balestrini   Monica Biancardi  Ousmane Ndiaye Dago  Luca Campigotto
Salvino Campos  Salvino Campos  Vincenzo Castella Vincenzo Castella
Vincenzo Castella Vincenzo Castella Vincenzo Castella



lalaL’edificio della stazione Lala, rivestito da lastre in travertino, è stato progettato, come tutta la sistemazione esterna, dallo Studio Protec (Uberto Siola, Luigi Milano, Luigi Pisciotti, Dante Rabitti, Federica Visconti) e asseconda pienamente, sul lato di largo Lala, il perimetro circolare della piazza.

All’interno la stazione accoglie le opere di cinque fotografi contemporanei. Il brasiliano Salvino Campos è presente con Untitled 12/ La Habana 2002, in cui campeggia un’immobile auto d’epoca, e Capoeira, Salvador, Bahia, 2004, che blocca nello scatto fotografico il dinamismo di un giovane corpo maschile impegnato nell’antica danza sudamericana.

 

L’esaltazione del corpo umano ritorna in Femme Terre, 1998 - 1999, del senegalese Ousmane Ndiaye Dago: i suoi nudi femminili, ricoperti da una patina argillosa che li fa sembrare sculture viventi, ricordano, nel movimento delle spalle e nel protendersi verso l’alto delle mani, l’armoniosa compostezza delle figurazioni classiche.

 

In fondo allo stretto corridoio di accesso alla banchina per la direzione Mostra si staglia invece un’apparizione dalla notevole forza perturbante, la donna velata e urlante ritratta dalla fotografa napoletana Monica Biancardi.

 

è il paesaggio a dominare sia nelle immagini in bianco e nero di periferie industriali sospese nel tempo che ci propone Luca Campigotto sia in quelle di Vincenzo Castella che punta lo sguardo sullo scenario urbano della Napoli contemporanea.

L’unico artista presente a Lala con un’installazione è Nanni Balestrini, con il suo Allucco, un’esplosione di schegge di specchi e frammenti di parole.

   

---english text---  

The building housing the Lala station is covered in travertine slabs, and similar to the external layouts, was designed by Studio Protec, (Uberto Siola, Luigi Milano, Luigi Pisciotti, Dante Rabitti, Federica Visconti).  Located alongside Largo Lala, the building perfectly compliments the circular perimeter of the piazza.

 

The interior of the station houses the works of five modern photographers.  The Brazilian Salvino Campos is present with Untitled 12/La Habana 2002, centred on an immobile antique car, and Capoeira, Salvador, Bahia 2004, which captures the dynamism of a young male body engaged in an old South American dance.

 

The human form is praised in Femme Terre, 1998-1999, by the Senegalese Ousmane Ndiaye Dago:  his female nudes, covered with a clay-like layer that makes them resemble living sculptures, recall the harmonious composedness of classical figures through the movements of their shoulders and their raised arms.

 

At the end of the narrow corridor leading to the platform for Mostra, we see an work  which exerts a somewhat disturbing influence on the viewer: a screaming woman wearing a veil portrayed by the Neapolitan photographer Monica Biancardi.

 

In both the images produced by Luca Campigotto and Vicenzo Castella, the frames are dominated by industrial landscapes frozen in time, focusing our gaze on the current urban situation in Naples.

The only artist represented at Lala through an artistic installation in Nanni Balestrini, with his Allucco, an explosion of splinters, mirrors, and fragments of words.