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Metro Art: Vanvitelli
Vettor Pisani Olivo Barbieri Gabriele Basilico Giulio Paolini
Mario Merz Gregorio Botta Gilberto Zorio Gilberto Zorio
Isabella Ducrot Isabella Ducrot



vanvitelliProgettata dall’architetto Michele Capobianco e aperta al pubblico nel 1993, la stazione Vanvitelli tra il 2004 e il 2005 è stata interessata da un’operazione di restyling (a cura di Lorenzo e Michele Capobianco e con la consulenza artistica di Achille Bonito Oliva) che ne ha rinnovato gli ampi ambienti in modo da accogliere le opere di otto maestri dell’arte contemporanea.

 

Gli spazi architettonici degli interni sono definiti e resi più luminosi attraverso un uso attento e sapiente dei colori, dal blu al giallo, dal lilla alle diverse tonalità di grigio.

Nello scenografico atrio d’ingresso troviamo l’ironica installazione di Giulio Paolini, un grande masso che sembra infrangere il recinto trasparente nel quale è imprigionato. I due corridoi laterali ospitano da una parte la lunga striscia di Vettor Pisani, sintesi enigmatica e suggestiva di immagini di epoche e stili diversi, e dall’altra le fotografie delle architetture della città di Napoli di Gabriele Basilico e di Olivo Barbieri.

 

Sulla volta blu del piano inferiore si dispiega la spettacolare spirale in neon azzurro di Mario Merz. L’opera – progettata dall’artista poco prima della sua scomparsa - prosegue sulla parete verticale di fondo con una teoria di animali preistorici. Alle pareti laterali sono fissate le due grandi stelle in acciaio di Gilberto Zorio, che, con il gioco dei pieni e dei vuoti, occupano e ridisegnano lo spazio della stazione.

 

Le “bocche di luce” di Gregorio Botta, collocate all’incrocio tra la direzione "Garibaldi" e quella “Piscinola”, valgono come “segnale di rallentamento” nel percorso della stazione, invitando a guardare all’interno degli otto cilindri. Al piano banchina, i due grandi mosaici di Isabella Ducrot richiamano l’attenzione del viaggiatore per la qualità cromatiche e sensoriali dei materiali prescelti.

 

---english text---

Planned by the architect Michele Capobianco and opened to the public in 1993, Vanvitelli station was restyled between 2004 and 2005 (thanks to Lorenzo and Michel Capobianco, as well as the artistic advice of Achille Bonito Oliva), renovating the station’s large interior in order to house works by eight masters of modern art.

 

Luminous internal spaces are characterised by careful and sensible use of colours, ranging from blue to yellow, from lilac to various shades of grey.

The dazzling entrance hall features a work by Giulio Paolini, a giant boulder that appears to be on the verge of shattering its transparent enclosure.  The two lateral corridors house on one side the long stripe by Vettor Pisani- an enigmatic and suggestive synthesis of images from differents epochs and styles- and on the other side photographs of the architecture of the city of Naples by Gabriele Basilico and Olivo Barbieri.

 

Unfolding upon the blue vault of the lower floor is the spectacular neon blue spiral of Mario Merz.  The work- designed by the artist shortly before his death- runs along the vertical wall with a theme of prehistoric animals.  Two large steel stars by Gilberto Zorio are attached to the side walls, filling the station’s space with an interplay of fullness and emptiness.

 

The “mouths of light” of Gregorio Botta, located at the intersection between the “Garibaldi” and “Piscinola” routes, are an invitation to slow down and have a look inside of the eight cylinders. On the platform floor, the two large mosaics by Isabella Ducrot draw the attention of the travellers to the chromatic and sensory qualities of the materials used in its execution.